Il confine tra interno ed esterno è immaginario perché ogni spazio che si estende oltre le mura respira la stessa essenza della dimora stessa.
Così quest’aiuola rappresenta la soglia viva di un’architettura in cui, l’energia di chi la abita si è fusa attraverso questa bordura, con quella di Madre Natura, creando uno spazio coeso che appartiene ad entrambi i luoghi: interno ed esterno.
Qui la Natura diventa custode del confine tra l’arrivo ed il ritorno, come se la fine fosse l’arrivo e l’inizio fosse la fine. Un’interconnessione di luoghi che ha radici reciproche che si mescolano in un unico respiro.
Così anche questo piccolo giardino trasporta silenzioso la garanzia delle stagioni, così come i campi ed i boschi che lo avvolgono, perché quello che conta, in un progetto, non è la dimensione di uno spazio, ma il sentimento reciproco delle parti e il desiderio profondo che l’ordine venga plasmato nella sua forma, seguendo il ritmo della Natura.